Parità di genere: una sfida ancora aperta
- Giorgia Roberta Pedroni
- 2 giorni fa
- Tempo di lettura: 2 min
La parità di genere non è solo un obiettivo etico e sociale, ma rappresenta un elemento strategico per il successo e la crescita di aziende e imprese. Secondo il Global Gender Gap Report 2024 del World Economic Forum, il divario di genere globale verrà colmato solo tra 134 anni, l'Italia si posiziona all’87° posto su 146 Paesi, con una perdita di otto posizioni rispetto al 2023. A livello Europeo, l'Italia si posiziona al 14° posto con un punteggio di 69,2 su 100, inferiore di 1,8 punti rispetto alla media europea, secondo l'EIGE (European Institute for Gender Equality). In questo contesto, le aziende hanno un ruolo cruciale nel promuovere l’inclusione e ridurre il gender gap attraverso strumenti concreti come la certificazione UNI PdR 125:2022.
Quali vantaggi per le imprese?
Adottare la certificazione per la parità di genere porta numerosi benefici alle imprese. In primo luogo migliora il clima aziendale, favorendo il coinvolgimento e la fidelizzazione dei dipendenti. Le aziende inclusive registrano livelli più elevati di soddisfazione e motivazione del personale, con un impatto positivo sulla produttività e sul benessere organizzativo. Inoltre, la diversità di genere nei team di lavoro incrementa la capacità innovativa e la competitività aziendale. Gruppi eterogenei potrebbero ottenere risultati migliori nel problem solving e nella creazione di strategie efficaci. La presenza equilibrata di uomini e donne in ruoli dirigenziali incide direttamente sulle performance finanziarie, minimizzando i rischi derivanti da una visione uniforme.
Opportunità economiche della certificazione PDR 125:2022
Un ulteriore vantaggio riguarda le opportunità economiche: le imprese certificate possono infatti accedere a punteggi premiali nei bandi pubblici e possono usufruire di sgravi contributivi fino all’1% sui costi del personale, con un limite di 50.000 euro annui per azienda. Inoltre, un’azienda certificata diventa più attrattiva non solo per le nuove generazioni - maggiormente interessate ad ambienti lavorativi inclusivi e sostenibili - ma anche per gli investitori, grazie alla maggiore trasparenza e responsabilità sociale.
Quali azioni principali sono richieste all’azienda?
La certificazione UNI PdR 125:2022 prevede l’adozione di indicatori di performance (KPI) specifici per garantire un’efficace gestione della parità di genere. Tra questi rientrano:
Equità retributiva tra uomini e donne per lo stesso livello e competenze;
Opportunità di crescita professionale per le donne;
Inclusione di processi HR equi e trasparenti;
Supporto alla genitorialità, promuovendo la paternità e flessibilità lavorativa;
Adozione di strategie aziendali mirate alla diversità e all’inclusione.
Uno sguardo strategico sul futuro
L’implementazione di questi indicatori permette alle aziende di monitorare i progressi e adottare misure correttive per garantire un ambiente di lavoro più equo e meritocratico. Le imprese che scelgono di certificarsi non solo contribuiscono alla riduzione delle disuguaglianze di genere, ma migliorano la propria reputazione e competitività, creando valore economico e sociale a lungo termine.
Integrare la certificazione per la parità di genere nella strategia aziendale significa quindi rispondere alle esigenze di un mercato del lavoro in continua evoluzione, sempre più inclusivo e sostenibile, dove il rispetto delle pari opportunità diventa una leva strategica e un vantaggio competitivo.
Non si tratta solo di una questione di equità, ma di crescita per l’intero Paese. L'Italia ha bisogno di politiche che ridistribuiscano equamente il carico del lavoro di cura, incentivino la partecipazione femminile nei settori strategici e garantiscano parità salariale e pari opportunità di carriera. Solo così si potrà costruire una società capace di sfruttare appieno il suo potenziale.
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